Un buongiorno, un benvenuto, un buona visita, un arrivederci. E poi un sorriso, semplice ma potente: un ponte che crea legami con i bambini e le bambine e le loro famiglie (mamme, zie, nonni, fratelli e sorelle più grandi), ancor più significativi in un ambiente come il carcere. Parole gentili. Quanto ne abbiamo bisogno, ogni giorno e in ogni luogo. 

Lo Spazio Giallo è questo: un luogo luminoso, pensato per accogliere, rassicurare, accompagnare, con piccoli gesti che diventano continuità.  Nato quasi un anno fa, dal progetto Liberi Legami nell’Istituto penitenziario di Biella gestito dalla Cooperativa Tantintenti (partner di progetto): spazi, a misura di bambino, nelle aree di attesa dei familiari in visita. 

Uno spazio ordinato e curato, che muta solo i dettagli, per offrire stabilità: perché i bambini che lo abitano, anche solo per pochi minuti, hanno bisogno di punti fermi, di sicurezza e di un contenitore emotivo. I giochi sono pensati per essere rapidi, in quanto le attese possono essere anche molto brevi, ma significativi: cubetti morbidi per bambini sotto i 3 anni e giochi da tavolo per i più grandi, completano lo spazio libri di fiabe, albi illustrati, con buoni spunti educativi per tutti. 

Le educatrici del progetto scelgono con cura materiali naturali, preferendo il legno alla plastica e giochi che possano essere fatti in autonomia oppure condivisi anche con adulti o altri bambini presenti. 

Durante i periodi di festività, lo Spazio Giallo si trasforma. Nel periodo natalizio lo spazio si è animato con la lettura itinerante della fiaba per bambini “Il pacchetto rosso” e grazie ai volontari del Tavolo Carcere (CTV Biella), è stato allestito un piccolo villaggio di Babbo Natale, con alcuni doni forniti ai detenuti, da regalare a figli e nipoti in visita ai colloqui. Per la “festa del papà”, sono stati preparati disegni dedicati all’incontro tra padri e figli: ogni bambino e bambina poteva sceglierne uno, firmarlo e donarlo al proprio papà durante il colloquio. 

Ma lo Spazio Giallo non è solo accoglienza, è diventato un ponte tra dentro e fuori, tra adulti e bambini, un sorriso che attraversa i muri e diventa legame, un’azione di progetto che si connette con i papà, i gruppi di parola a loro dedicati e gli eventi rivolti alle famiglie.