Il Cammino di Oropa è un’esperienza straordinaria da vivere a tutte le età. Lo sanno bene Andrea, Ettore, Anita, Agnese, Alex, Clarissa, Ettore, Leda, Alberto, Mattia, Amelia, Giulio ed Emma. Sono i tredici giovani che, felpe gialle addosso, hanno dato vita all’iniziativa inserita nell’ambito del progetto “Attivi per natura”. «Un gruppo affiatato che partecipa con continuità alle attività proposte dalla nostra cooperativa durante l’anno e che già in passato ha fatto esperienze residenziali estive – spiega Alberto Torchio, direttore di Tantintenti -. In primavera i giovanissimi hanno preso parte anche ad alcune escursioni di allenamento per prepararsi al meglio al Cammino, non lasciandosi intimorire nemmeno dalla pioggia. Lunedì è stato il grande giorno: i ragazzi sono partiti da Santhià per affrontare in cinque giornate le quattro tappe (Santhià – Roppolo – Graglia e Oropa) da circa 15 chilometri ciascuna verso il luogo sacro, accompagnati da Francesco Ferraro Titin, educatore outdoor e da guide escursionistiche che si occuperanno durante tutto il percorso della divulgazione dei paesaggi e delle comunità locali incontrate. Come da programma il gruppo arriverà al Santuario nella mattinata di venerdì e ciascun partecipante riceverà il meritato Testimonium, a coronamento della bella avventura». La Cooperativa Tantintenti La Cooperativa Tantintenti organizza nel corso dell’anno numerose attività educative per bambini e ragazzi, dall’infanzia alla maggiore età. «In questo ambito – prosegue Torchio – durante l’estate proponiamo esperienze outdoor diurne e residenziali dedicate. Aderendo al progetto “Attivi per natura” abbiamo pensato di aggiungere “l’evoluzione” itinerante nella quale si inserisce appunto il Cammino di Oropa per la fascia di età 11-13 anni. In questi giorni i ragazzi potranno cogliere tanti nuovi spunti da aggiungere al proprio bagaglio personale, spunti educativi, divulgativi, scientifici senza tralasciare l’aspetto delle relazioni e della condivisione con il gruppo, che al giorno d’oggi non è così scontato». Conclude Torchio: «Fondamentale è, infine, il sostegno delle famiglie in queste esperienze, genitori che spronano i propri figli a mettersi in gioco senza paure, offrendo tutto il loro supporto».